ANDRE

“PER CERTI VIAGGI NON SI PARTE MAI QUANDO SI PARTE, SI PARTE PRIMA.
MOLTO PRIMA.

Ci sono strade già segnate nella vita di ognuno… una delle mie si chiama Andre.

Mi chiamo Mara, faccio parte del Team Cittavecchia, e molti anni fa, un po’ per caso, ho “conosciuto” Andrea: un libro imprestato, una trasmissione televisiva, qualche articolo qua e là. Andrea il ragazzo autistico che ha fatto il giro dell’America con suo padre Franco. “Se ti abbraccio non aver paura”… ma chi mai dovrebbe avere paura di un abbraccio? Ed invece di paura ce n’è tanta.

In quegli anni il termine autismo era ancora una parola per pochi eletti o per gli addetti ai lavori. Papà Franco è dovuto partire in sella alla sua Harley-Davidson per aiutare Andrea ad essere guardato, e non solo visto.

Gli anni sono poi passati e la mia strada con Andre si è incrociata nuovamente, ancora una volta per caso. Ero in montagna con la mia famiglia e una foto ha dato un volto a chi avevo solo immaginato.

Intanto Andrea e papà Franco continuano a macinare km in giro per l’Italia e a viaggiare per il mondo inseguendo un sogno, che piano piano diventava realtà: aiutare i bambini e le famiglie meno fortunati di loro. Perché Franco ha la stoffa per fare la differenza, lui che da imprenditore ha la capacità di vedere lontano, vede quello che molti altri non vedono, la possibilità di aiutare i tanti ragazzi invisibili, quelli che nessuno nota, quelli rinchiusi nelle case perché fuori il mondo ha troppa fretta per guardare, troppa fretta nel giudicare. Franco vuole aiutare tutte queste famiglie e lo fa nel solo modo in cui sa farlo: da imprenditore.
E così il viaggio continua, i km della loro vita non sono stati facili, ma la genuinità di Andrea guidata dalla mano di papà Franco ha portato l’autismo nelle case di ognuno di noi. Perché l’amore genitoriale ha una capacità atavica ed esattamente come Davide contro Golia, Franco ha sfidato il gigante: l’indifferenza.

Attraverso progetti per il sociale, ha portato prima pochi timidi, poi centinaia di persone, “a sporcarsi le mani” e, attraverso i progetti per l’inclusione sociale “I bambini delle Fate”, ha fatto sì che la voce di Andrea diventasse la bandiera azzurra di tanti bambini e ragazzi con autismo e disabilità.

Poi la vita ti porta esattamente dove tu neanche immaginavi e la mia strada si incrocia nuovamente con quella di Franco e Andrea, ma questa volta decido che ho voglia anche io di fare la differenza, di sporcarmi le mani. Il passo è fermo e deciso e con i soci del Birrificio Cittavecchia decidiamo di Sostenere il Progetto di inclusione sociale attraverso i “Bambini delle Fate”, ma volevamo fare di più. Nasce così, insieme a Franco, il progetto “Andre”, la birra per il sociale. Quel ragazzo che ho sempre chiamato Andrea diventa anche per me Andre, imparo a conoscere la sua storia attraverso la voce di suo padre, e così da una idea lanciata timidamente a Franco prende forma la nostra birra Andre.

Prima di realizzare l’etichetta finale abbiamo lavorato su diversi testi e progetti grafici, cercando alla fine di arrivare comunque diritti al cuore della gente…

 

…ma inutile dire che alla fine siamo giunti sempre lì… il viaggio. La metafora che più spiega questa nostra vita sul pianeta Terra è sempre e solo il viaggio. Si parte pieni di speranza, di gioia, di curiosità, si affrontano sfide, difficoltà, gioie, incontri, si risolvono problemi, ma quello che conta, il vero valore del viaggio, è che alla fine si arriva sempre trasformati, rinforzati, rinvigoriti e più sicuri di se stessi. Ed è così che ci dobbiamo sentire in questa vita, capaci di partire, di cambiare e di arrivare, per poi ripartire in veste nuova. E con Andre anche il nostro birrificio sì è rinnovato, cambiando la veste, ma mantenendo l’anima.

Voglio essere anche io parte di quel cambiamento, mi piace pensare di essere tra la gente che lotta per rendere il mondo un posto migliore.

Come dice Andre: “Non tenetemi fuori dal mondo, io sento e vedo oltre.”

Non avremmo potuto realizzare tutto ciò senza il sostegno e la professionalità di Primastudio, agenzia grafica e comunicazione, DMC Comunicazione di Ugo de Marchi e Bonora Paola, Franco e Andrea Antonello con tutto lo staff de I Bambini delle Fate. A tutti loro un grazie di cuore.